Controllo freni

Liquido Freni

IL LIQUIDO DEI FRENI: LA SICUREZZA INNANZITUTTO

Ogni veicolo, d’epoca o moderno, monta un dispositivo in grado di ridurre la sua energia cinetica fino a portarlo all'arresto nel più breve spazio possibile e nella massima sicurezza. Questo dispositivo è costituito dall'impianto frenante.

 

Attualmente, dopo oltre un secolo di evoluzione della tecnica automobilistica, tutte le vetture prevedono un sistema di tipo idraulico composto da due circuiti separati. Ognuno di essi è disposto diagonalmente rispetto al veicolo (in modo che il freno anteriore sinistro sia collegato al posteriore destro e l'anteriore destro al posteriore sinistro): così, qualora uno dei circuiti cessasse di funzionare normalmente, l’azione frenante sulle altre due ruote rimarrebbe inalterata. Accanto a questo impianto è previsto un dispositivo per azionare il freno di stazionamento (detto anche “freno a mano”), in genere di tipo meccanico.

 

I freni in quanto tali, invece, sono componenti meccanici montati sulle sospensioni. Semplificando, una parte di ognuno di essi gira insieme alle ruote, mentre un altro pezzo (che prende diverse denominazioni a seconda del dispositivo adottato) è solidale alla vettura: l'attrito fra i due fa diminuire la velocità.

Fino a qualche decennio fa, i freni più diffusi erano del tipo “a tamburo”, in quanto molto semplici da realizzare. Erano formati da un cilindro rotante (chiamato appunto “tamburo”) e da uno o più elementi (denominati “ceppi” o “ganasce” e composti da materiali a un forte attrito) deputati a fermarlo, rallentando il moto del veicolo. Questa tipologia, tuttavia, era poco indicata per i modelli ad alte prestazioni e soffriva di un consumo elevato delle parti sottoposte a sfregamento. Per questa ragione oggi viene adottata solo per i freni posteriori delle auto di piccola cilindrata.

 

In tutti gli altri casi, i costruttori automobilistici prevedono i cosiddetti freni “a disco”, formati appunto da un disco che ruota e da una pinza che si chiude su di esso. Questo tipo di dispositivi può vantare non solo un'efficacia superiore e una migliore resistenza all'aumento della temperatura dopo frenate ripetute e prolungate, ma anche una maggiore facilità di manutenzione.

 

L'IMPORTANZA DI CONTROLLARE L'OLIO

Perché l'impianto frenante funzioni, è necessario che sia riempito con un liquido che porti la pressione esercitata dal guidatore sul pedale fino alle ruote. A questo scopo si utilizzano olii che offrono un'elevata resistenza ai cambi di temperatura, per ridurre al minimo i rischi di malfunzionamenti: se così non fosse, dopo sollecitazioni decise il fluido si surriscalderebbe oltremisura e rischierebbe di modificare la sua densità, causando una diversa risposta dell'impianto (infatti, maggiore è la densità, più decisa sarà la frenata).

 

I freni sono un componente della vettura particolarmente usurabile, pertanto hanno bisogno di una costante manutenzione presso le officine specializzate.

 

Fra le operazioni più importanti c'è la verifica del livello del liquido nell'impianto. Si esegue anche da soli, visivamente: basta controllare che sia sempre tra i valori minimi e massimi segnati sulla sua vaschetta, in modo da garantire la giusta pressione e quindi una corretta frenata. Qualora così non fosse, è necessario rivolgersi ad un professionista per verificare la presenza di eventuali perdite. Non bisogna mai mescolare liquidi differenti, in quanto comprometterebbero la sicurezza.

 

È inoltre opportuno far verificare a un tecnico il buono stato dei tubi e delle giunture dell'impianto. Generalmente i primi sono realizzati in due modi: o con materiali rigidi (che non hanno bisogno di particolare manutenzione) o con materiali flessibili rinforzati (ad esempio i tubi in treccia o i tubi in gomma, a cui viene creata intorno una struttura di rinforzo in acciaio per ridurne la dilatazione). Delle seconde, invece, va verificato che siano ben salde nei propri alloggi, perché se usurate possono provocare perdite di fluido e compromettere le prestazioni e la qualità della frenata.

 

Va segnalato che le scadenze per la sostituzione del liquido freni cambiano a seconda della tipologia che si utilizza. Nel caso si adotti un normale prodotto di tipo DOT 4 (quello maggiormente diffuso nei veicoli in circolazione), si consiglia di effettuare l'operazione dopo 45.000-50.000 km o 2 anni. Se invece si usa un olio più performante, come ad esempio il tipo DOT 5.1, sarebbe opportuno rinnovarlo ogni 6 mesi.

Quando viene premuto il pedale del freno, le auto suddividono la forza frenante tra le ruote anteriori e quelle posteriori (con una maggiore percentuale sulle anteriori, per ragioni fisiche). Per questo è molto importante verificare presso i Driver Center che tutti gli elementi che influenzano questa distribuzione siano in buono stato, evitando che un cattivo bilanciamento possa provocare slittamenti o perdite di aderenza.

 

Infine, una criticità che può risultare molto pericolosa è la presenza di acqua o altri fluidi nel liquido freni, così come la formazione di bolle d'aria al suo interno. Si tratta di sostanze estranee che, avendo una consistenza differente dal resto del liquido, possono influenzare in peggio le performance di tutto l'impianto frenante, con un grave allungamento degli spazi di arresto e, talvolta, la compromissione completa dei freni.

 

I meccanici Driver Center sono in grado di verificare se un'automobile mostra le avvisaglie di un simile problema e in quel caso eseguono il cosiddetto “spurgo” dell'impianto, che consiste nella rimozione delle bolle d'aria o degli altri liquidi e nel successivo rabbocco del liquido corretto. Il check-up del sistema può essere prenotato direttamente online.